La Promessa Del Duca Binus Scena
Dieci anni dopo
Posando la tazza, MaryAnn sorrise ad Adam. «Altro caffè, caro?»
«No», disse Adam, asciugandosi la bocca. «Se ne bevo ancora, finirò per correre all’indietro.»
MaryAnn allungò la mano verso l’ultimo pezzo di frutta. «Ti ho visto fare cose ben più difficili, amore mio», scherzò, e se lo infilò in bocca.
Gli occhi di lui si posarono su di lei, il sorriso luminoso. «Direi proprio di sì.» Si alzò e le tese la mano. «Balli con me?»
Ridendo, MaryAnn gli prese la mano e, tra qualche difficoltà e molte risate, aggirò il tavolo senza lasciarla. Poi Adam la guidò verso una finestra e le prese le mani tra le sue. Girarono per la stanza l’uno tra le braccia dell’altra, canticchiando senza intonazione fra una risatina e l’altra, come avevano fatto tante volte negli ultimi dieci anni.
«Ti ho già detto quanto sei bella, stamattina?» chiese Adam mentre giravano per la stanza.
MaryAnn sorrise. «Forse l’hai accennato una o due volte.»
«Allora te lo dirò ancora una volta», disse Adam. «Sei splendida. La donna più bella d’Inghilterra.»
«Sei un adulatore incorreggibile, marito mio, ma così terribilmente affascinante», replicò lei, sfiorandogli le labbra con un bacio mentre ruotava tra le sue braccia. «Che ne dici di una passeggiata in giardino più tardi?» chiese. «Tu, io e i bambini: potremmo prendere un cestino da picnic e trascorrervi la serata.»
«Mi piacerebbe moltissimo, ma non aspettiamo tua madre per questa sera?» chiese Adam, proprio mentre due bambini ridacchiando entrarono di corsa nella stanza. Adam e MaryAnn risero nel vederli e smisero di ballare. Il loro figlioletto, Benjamin, corse da Adam e gli abbracciò una gamba, gridando: «Ballate ancora, mamma, papà!»
Ridendo, Adam si sciolse dall’abbraccio della moglie e sollevò il figlio tra le braccia. «Ballare, eh?» esclamò. «E se invece facessimo un po’ di … solletico?» Solleticò il bambino finché Ben non strillò chiedendo pietà. «Basta, basta, papà, anche Julianne mi stava solleticando!»
«Non è vero», mise il broncio Julianne. «Lo stavo solo prendendo in giro.»
MaryAnn sorrise e cinse le spalle della figlia con un braccio. A otto anni, Julianne era magra, con lunghi capelli castano scuro dello stesso colore di quelli di Adam. Benjamin, a sei anni, aveva la carnagione chiara e i capelli di sua madre. Le loro nascite non erano state facili, e MaryAnn ringraziava Dio ogni giorno perché, pur non potendo avere altri figli, erano stati benedetti con due bambini meravigliosi, felici e sani.
«Perché non facciamo quella passeggiata adesso?» chiese Adam. «Il giardino è in fiore. Dopotutto è primavera.»
MaryAnn si avvicinò a loro e, da dietro, posò un bacio sulla testa di Ben, sollevandolo in aria e facendolo strillare. «Adesso ti ho preso», esclamò, ridendo di gioia.
Alla fine, chiamò una cameriera perché portasse loro in giardino alcuni dei gelati preparati dalla cuoca, prima che Adam sospingesse i due bambini fuori dalle portefinestre, attraverso un’ampia terrazza e nel giardino. Si lasciarono cadere l’uno accanto all’altra sul prato verde e rigoglioso; Adam sistemò Ben in grembo e MaryAnn tirò Julianne contro di sé, baciando la testa della figlia.
Non passò molto prima che i bambini cominciassero a giocare, ridere e correre in giro. Ogni volta che passavano loro accanto, Adam faceva uno scatto per afferrarli e solleticarli, facendoli strillare dalle risate.
Lasciando i bambini a se stessi per qualche minuto, Adam attirò MaryAnn contro di sé. «Partiamo presto per Bath e lasciamoci alle spalle Londra. Sono stanco della Stagione e di tutti i suoi impegni mondani. La nostra casa di campagna ci aspetta e, con l’estate non lontana, magari potremmo persino portare i bambini in barca.»
MaryAnn sorrise. «Partiremo domani, dopo la visita di mia madre, non trovi? Lo sai che non le piace mai stare lontana dai bambini troppo a lungo. Li adora così tanto.»
«Non mi dispiace. Ho solo bisogno di allontanarmi per un po’ dal trambusto.» Si chinò verso il suo orecchio e sussurrò: «Grazie per questi dieci anni di felicità. Grazie per essere stata la mia luce e la mia forza quando io non ne avevo, e la mia fede quando l’avevo perduta. Grazie per avermi amato e per avermi dato la famiglia di cui avevo bisogno per sentirmi di nuovo completo.»
MaryAnn gli baciò la guancia. «E se dovessi scegliere, rifarei tutto daccapo. Ti amo tanto, Adam.»
«Anch’io ti amo», rispose Adam. «Con tutta la mia vita. Per sempre e un giorno.»
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