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Il Segreto Della Contessa Bonus Scena

Il Segreto Della Contessa Bonus Scena

Rosaline

Tre anni dopo

«Helena...» Il tono ammonitore di Rosaline fa immobilizzare la bambina. Lei alza lo sguardo verso sua madre, i riccioli sciolti dei suoi capelli ramati le ricadono un poco sul viso e le guance cominciano ad arrossarsi. «Ecco, è forse questo il modo di trattare le tue amiche?»

Helena guarda alle proprie spalle, verso gli altri bambini che giocano nel salottino. Da una parte c'è Nathan, il figlio della Duchessa di Suffolk, seduto tranquillamente con un libro che cerca di leggere, la lingua stretta fra le labbra per la concentrazione. Dall'altra ci sono Susannah e Peggy, le figlie di Chloe, che giocano con piccole bambole di legno. Solo che la bambola della povera Peggy non è più nelle sue mani, bensì in quelle di Helena.

Helena si affretta a tornare da Peggy e le porge la bambola perché possa giocarci. Il broncio di Peggy si trasforma all'istante in un sorriso.

«Molto meglio», dice Rosaline, osservando Helena illuminarsi sotto le sue lodi e sedersi a giocare con le amiche.

«Ah! Hai davvero un dono nel trattare con i bambini», dice Chloe dal suo posto al tavolo.

Rosaline riporta l'attenzione al tavolo al quale è seduta. Da una parte c'è Chloe, che versa il tè per tutte e tre, dall'altra la Duchessa di Suffolk, che taglia una torta.

«È esuberante», spiega Rosaline con un'alzata di spalle. «So bene cosa significhi. A volte ha soltanto bisogno di calmarsi.»

«Non è forse così per tutti?» dice la Duchessa, ridendo. «Mi stupisce che Nathan oggi sia abbastanza tranquillo da tentare di leggere.»

Tutte guardano dall'altra parte della stanza e vedono che Nathan non resta a leggere a lungo. Quando Helena gli si avvicina con una bambola giocattolo e gliela offre, lui si alza in piedi e la segue da Peggy e Susannah, lasciandosi facilmente coinvolgere nei loro giochi.

«Be', pazienza», dice la Duchessa, mentre un sorriso le affiora sulle labbra e porta la tazza da tè alla bocca. «Ti avverto: fra un attimo avrà rubato tutte le bambole.»

Tutte e tre ridono, mentre Rosaline abbassa lo sguardo sulle carte accanto a lei.

Quelli sono alcuni dei momenti che ama di più nella sua vita. Insieme alla Duchessa e a Chloe, si riuniscono spesso per discutere del Periodico delle Dame, e quando lo fanno portano sempre con sé i loro bambini. È un tempo piacevole, colmo di soddisfazioni personali e professionali che Rosaline ama profondamente. Il suo sguardo corre verso Helena e osserva la bambina per un momento, sperando che cresca con il desiderio di poter svolgere un simile lavoro, se lo vorrà. Helena pare ignara di essere osservata. È occupata a far tentare a una delle bambole a pioli di camminare, prima che Nathan le mostri come si fa.

«Dunque, di cosa parleremo?» chiede Chloe, posando la teiera. «Ho saputo che il numero del mese scorso ha avuto un successo strepitoso. Il tuo articolo sulle attività commerciali femminili a Covent Garden è stato molto apprezzato», aggiunge, rivolgendosi soltanto a Rosaline.

«Ti è piaciuto perché vi eri menzionata», osserva la Duchessa con una risatina.

«Be', ogni pubblicità è buona pubblicità, non trovi?» chiede Chloe, raddrizzando le spalle. «Mi lusinga che la mia attività sia stata considerata un successo tale da meritare una menzione.»

«E come avrebbe potuto non esserlo?» chiede Rosaline, ridendo mentre sorseggia il proprio tè. Era un articolo di cui andava particolarmente fiera e che aveva richiesto qualche ricerca. Girando per Covent Garden, aveva scoperto che molti negozi erano gestiti da donne come Chloe. L'articolo ne celebrava i risultati. Oltre alle sartorie di moda, aveva scoperto una donna argentiera che aveva rilevato l'attività del marito dopo la sua morte e una modisteria che una donna aveva ereditato dal padre. Da allora molte persone avevano parlato dell'articolo, e i nomi di quelle signore erano passati dall'anonimato alla celebrità. «La gente pare aver apprezzato l'articolo.»

«Eccome se l'ha apprezzato», concorda la Duchessa. «A quale articolo stai lavorando ora?»

«Ho qualche idea.» Rosaline tira a sé uno dei suoi fogli, coperto di appunti scarabocchiati. «L'ultimo articolo ha avuto tanto successo che potrebbe essere una buona idea parlare più in generale di simili attività in tutta Londra. Vorrei però scrivere anche un pezzo sull'istruzione delle donne. In particolare, sulle bambine e su ciò che insegniamo loro di diverso rispetto ai bambini.»

All'unisono, tutti i loro occhi si volgono ai bambini che giocano insieme. Sono così piccoli che le differenze fra loro non contano. Nathan gioca felicemente con le bambole a pioli e, quando Helena prende il suo libro, a lui non dispiace. Cerca di leggerglielo, ma lei è troppo piccola per saper leggere da sola.

«Questo è un articolo che mi piacerebbe leggere», dice la Duchessa, annuendo lentamente.

«E tu, Maeve?» chiede Chloe, guardando l'amica. «Hai un racconto breve da condividere con noi questo mese?»

«In effetti, sì.» La Duchessa mostra alcuni fogli e li passa a Rosaline attraverso il tavolo.

«Di che cosa parla?» la incoraggia Chloe.

«Questo mese è una storia semplice, ma spero concorderete che sia elegante. Racconta di una giovane donna che arriva a Londra in cerca di fortuna. Affronta la realtà di una simile impresa e, inevitabilmente, scopriamo dove finisce davvero.»

«Spero che abbia un lieto fine», mormora Rosaline, sapendo che un racconto simile potrebbe prendere una piega cupa.

«Non credo nei finali tristi», dice rassicurante la Duchessa, sorridendo mentre si taglia una seconda fetta di torta. «Qualcun'altra desidera della torta?»

Tutte acconsentono e ne prendono ancora. Rosaline sta per volgere la conversazione ai contributi di Chloe quando la porta si apre e la loro riunione viene piuttosto bruscamente interrotta. Il Duca di Suffolk è il primo a entrare, con parecchia terra sui calzoni.

«Leo, che cosa pensavi sarebbe accaduto?» chiede, ridendo di gusto.

«Speravo piuttosto che il cavallo non fosse goffo quanto me.» Lord Felton lo segue, coperto di assai più terra. Per ultimo entra Simon, forse il più pulito del gruppo.

Quando i suoi occhi incontrano quelli di Rosaline attraverso la stanza, entrambi si scambiano un sorriso.

«Che cosa è successo a voi due?» chiede la Duchessa, guardandoli alternativamente.

«Ti va di spiegare, Leo?» dice Simon, indicando la quantità impressionante di fango che lo ricopre.

«Sembra che tu abbia fatto il bagno nel fango, marito mio», dice Chloe, arricciando il naso, poi ride. «Avrei dovuto scommettere che saresti caduto da cavallo.»

«Non sono caduto», dice Leo, poi il suo sorriso si allarga. «È soltanto che il cavallo è caduto con me sopra. Siamo finiti in un fosso.»

«Ho dovuto tirarlo fuori io», dice il Duca, indicando il fango sui propri calzoni.

«Io ho radunato i cavalli», spiega Simon, spostandosi alle spalle di Rosaline.

«Non vi sembra di parlare come bambini che giocano?» dice Chloe con tono scherzoso, indicandoli tutti. «Che ne è stato dei vostri altisonanti titoli? Siete dei gentiluomini tanto raffinati, eppure avete addosso più fango dei nostri bambini!» Le sue parole fanno ridere tutti.

«Suppongo che siamo un bel disastro», dice Simon, chinandosi a baciare Rosaline sulla guancia. Lei gli sorride prima di ritrarsi, notando che dopotutto non era riuscito a evitare del tutto la terra durante la loro cavalcata.

«State disturbando la nostra riunione», fa notare. «Andate a giocare con i bambini mentre noi finiamo le nostre discussioni.»

«Oh, quindi adesso stanno così le cose?» Le parole di Simon sono canzonatorie mentre resta saldo dietro di lei. «Sei tu quella che comanda negli affari.»

«Proprio così.» Rosaline sorride ampiamente, e lui ricambia quell'espressione.

«L'hai sentita, Simon.» Un'altra voce si unisce a loro.

Rosaline alza lo sguardo e vede Georgiana entrare nella stanza. Ha con sé una pila di carte e si affretta a prendere posto sull'unica sedia vuota al tavolino da tè, sedendosi più in fretta che può.

«Ascolta tua moglie», esorta Georgiana. «Gioca con i bambini mentre lei si occupa dei suoi affari.»

Rosaline sente Simon stringerle affettuosamente la spalla. È un tocco lieve, ma le fa capire esattamente che cosa prova Simon. È felice.

Il cambiamento di Georgiana è stato graduale nel corso degli ultimi anni. Il suo calore nei confronti di Rosaline è cresciuto sempre più, fino al punto che non fa mai il minimo accenno al fatto che Rosaline un tempo fosse una sarta. Anzi, Rosaline ha persino sentito Georgiana zittire di recente una signora a un ballo, quando quella aveva tentato di sollevare direttamente con lei la questione del passato di Rosaline.

In questi giorni è una delle mie sostenitrici più convinte.

La sua trasformazione e la sua felicità recano a Simon una pace immensa.

«Forse desidero prendere parte anch'io alla discussione, Madre?» propone Simon, fingendo di cercare una sedia per unirsi a loro.

«Vai.» Georgiana fa cenno verso i bambini. Quando non soltanto Simon si muove verso il tavolo, ma lo fanno anche il Duca e Lord Felton, tutte le donne alzano le mani e indicano i bambini.

«Andate a giocare!» li esorta Chloe. «E cercate di non sporcare i bambini quanto voi altri siete sporchi.»

«E dov'è il divertimento, in questo?» chiede Lord Felton, andando a prendere le figlie. Solleva Peggy dal pavimento, e lei strilla di gioia fra le sue braccia; poi Susannah gli si lancia contro la gamba dei calzoni, prima di rendersi conto di quanto sia sporca.

«Che schifo!» esclama a voce altissima, e comincia a scuotersi come un cane che tenti di liberarsi di tutta la sporcizia.

Rosaline ride prima di tentare di riportare l'attenzione alle questioni di lavoro. Incoraggia Chloe a parlare degli annunci che desidera inserire nel Periodico delle Dame. Ascolta attentamente i nuovi modelli che Chloe desidera inserire nelle sue pubblicità, in particolare gli abiti adatti al cambio di stagione, ora che l'inverno è quasi alle porte. Ben presto, tuttavia, Rosaline si distrae.

Si ritrova a guardare dall'altra parte della stanza, dove sua figlia e suo marito siedono giocando insieme. Simon è disteso sul pavimento accanto a lei, una delle bambole a pioli in mano, appoggiato su un gomito. Helena è inginocchiata vicino a lui, stringendone una seconda. Mentre gioca con la bambola, Rosaline cerca di cogliere alcune parole.

«È una signora», dice Helena, lisciando il vestito della bambola. «Come duchessa.»

«Duchessa? Oh, intendi dire una duchessa, amore mio?»

«Duchessa!» ripete Helena, chiaramente incapace di capire dove sbagli nella pronuncia. Simon ridacchia e posa una mano sulla bambola stretta fra le mani della figlia.

«Può essere tutto ciò che desidera», le assicura con un sorriso. «Qualsiasi cosa.»

Rosaline sente qualcosa di caldo dentro di sé udendo quelle parole. Molto è cambiato da quando ha conosciuto Simon, ma è in momenti come quello che sa quanto saggiamente il suo cuore abbia scelto, innamorandosi di lui. Se al mondo esiste un uomo capace di guidare Helena affinché diventi una donna che non teme di ritagliarsi una strada tutta sua, inconfondibile, quell'uomo è senza dubbio Simon.

«Rosaline, che cosa ne pensi?» Le parole di Georgiana spingono Rosaline a voltarsi di nuovo verso il tavolo, dove tutte e tre le donne attendono la sua opinione su qualcosa.

«Penso...» Esita, sapendo che tutto ciò che ha udito finora è davvero promettente. «Il periodico di questo mese potrebbe essere il migliore di sempre.»

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