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Insegnare L'Amore A Lord Somerset Bonus Scena

Insegnare L'Amore A Lord Somerset Bonus Scena

Quattro anni dopo

«Sono giorni che sono un fascio di nervi», disse Angela, seduta accanto a Lydia e incapace di stare ferma. «Riesci a crederci? Rivedere mio fratello?»

«È un momento importante della sua vita; è naturale essere emozionate per lui», disse Lydia, sorridendo alla sorella, ormai adulta e matura. «Ha finito gli studi per sempre; adesso è un uomo.»

«Diciotto anni!» squittì Angela. «Dove è finito il tempo?»

«Lo so», disse Lydia con nostalgia. «La mia sorellina è sposata e ha dei figli suoi, e il mio fratellino è un adulto. Doveva accadere, naturalmente, eppure è ancora uno shock tremendo.»

Angela sbuffò. «Continuo a considerare tutti e tre dei bambini, sai? Anche se ormai siamo noi le madri. I bambini ci guardano come se possedessimo tutta la conoscenza e la saggezza del mondo, ma in verità mi sento infantile quanto loro.»

«Immagino che William cercherà una moglie, adesso. Qualcuna che gli dia dei figli: un erede e una riserva, come si dice.»

«Oh, questo mi ricorda una cosa!» disse Angela. «Non credo di averti parlato di Lady Isabella, vero?»

«La figlia di Lord Hartwick?» domandò Lydia, volgendo uno sguardo curioso alla sorella. «Che c'è?»

Angela si chinò verso di lei con aria cospiratoria. «Ebbene, si dice che durante la sua ultima visita a casa si sia infatuata del nostro giovane William. Nelle ultime settimane ha chiesto del suo ritorno con sempre maggiore insistenza, sapendo che il suo diciottesimo compleanno era vicino.»

Lydia rise. «Santo cielo, è tenace, non trovi? Mi chiedo cosa pensi William di lei.»

«Non lo so», disse Angela, facendo una smorfia. «Probabilmente non si è nemmeno accorto di lei. È una deliziosa giovane donna, ma William non è ancora un po' troppo giovane per tutto questo?»

Lydia guardò la sorella con intenzione. «Non possiamo tenerlo bambino per sempre. Abbiamo appena detto che ormai è un adulto.»

«Lo so», gemette piano Angela. «Ma deve valutare tutte le opzioni, non buttarsi sulla prima che gli dimostri interesse. Vale più di così.»

«Ogni giorno assomigli sempre di più alla mamma.»

«Non è certo un male», disse Angela, sistemandosi i guanti, lievemente risentita. «Era una donna meravigliosa.»

«Lo era», replicò Lydia, posando una mano su quella di Angela per fermarla. «Proprio come te, mia adorata sorella.»

Nei quattro anni trascorsi dal loro matrimonio, Humphrey e Lydia non avevano fatto che avvicinarsi sempre più, e il loro legame era più forte che mai. Facevano tutto insieme: amministravano la tenuta, prendevano decisioni e crescevano i loro due figli.

Era una vita serena, colma d'amore e risate. Ma il cambiamento più grande per entrambi era stata la fiducia in sé stessi che avevano acquisito. Lydia non diffidava più degli uomini, né le importava particolarmente quando qualcuno faceva notare la sua cicatrice, mentre Humphrey conosceva il proprio valore e non avrebbe mai permesso a nessuno di dirgli il contrario.

«Avrai dei problemi con William, sai», disse Angela. «Faranno a gara per arrivare a lui. Lo stanno già facendo!»

Lydia sbuffò, immaginando un mucchio di dame cadute davanti alla loro porta. «Non dubito che i prossimi anni saranno difficili», convenne. «Giovani donne da marito, accompagnate da madri pronte alla battaglia, busseranno alla porta nel tentativo di essere la fortunata ragazza al fianco di William.»

«E presto andrà anche all'università!» Angela assunse all'improvviso un'aria allarmata, e la voce le si alzò mentre quei pensieri le affollavano la mente. «Lydia, stiamo perdendo il nostro fratellino a favore del mondo? Ti prego, dimmi di no.»

«Ma certo che no», disse Lydia. «Saremo sempre insieme, qualunque cosa accada, ricordi?»

«Sì, ma...»

«Crescerà, e farà le cose che fanno gli adulti, proprio come abbiamo fatto noi, ma sarà sempre nostro fratello, Angela. E quanto alle donne che ci si precipiteranno intorno, be', potranno stare alla larga almeno finché non avremo trascorso un po' di tempo con lui!»

Angela ridacchiò, mentre il sollievo la invadeva. «Hai ragione, naturalmente.»

Angela si era trasferita nella dimora del marito non appena si era sposata, e avevano una figlia, che sarebbe stata vicina ai suoi cugini quanto lo sarebbe stata a dei fratelli.

Lydia e Humphrey dividevano il loro tempo tra Dorset Manor e Somerset Hall, e avrebbero continuato a farlo finché William non avesse terminato gli studi. Poi avevano in programma di trasferirsi a Somerset Hall e stabilirvisi con i loro due figli, Joshua di tre anni e George di uno, e forse con tutti i futuri bambini che sarebbero arrivati.

Non avevano saputo più nulla di James Lancaster, né di cosa ne fosse stato di lui dopo essere stato diseredato, ma erano rimasti vicini al conte di Nordshire e al suo erede.

Ogni singolo giorno, Lydia era grata per il premio che aveva infine ottenuto: il marito perfetto e i figli perfetti. Ancora adesso, quando ripensava a quel periodo, era pervasa dal sollievo al pensiero che Humphrey si fosse rivelato prima che fosse troppo tardi. Prima che lei finisse intrappolata in un matrimonio infelice con un uomo orribile.

Si amavano con sincerità e calore, e il loro amore era più forte di quanto Lydia avesse mai immaginato potesse esserlo un amore. Quando era con Humphrey, tutto era al posto giusto, persino in quei momenti in cui sembrava che fosse tutto sbagliato.

Lui era la sua roccia e lei il suo cemento e, insieme, si erano guadagnati l'amore e il rispetto non solo delle loro famiglie e dei loro pari, ma anche dei loro affittuari e dipendenti.

«Cos'è stato?» domandò Angela, agitata, balzando in piedi e correndo alla finestra. Con un dito ricurvo scostò la sottile tenda di mussola e sbirciò fuori.

«È la carrozza? Sono arrivati?» chiese Lydia, alzatasi anch'ella in piedi e altrettanto eccitata.

«Sì! Sono qui!»

Lydia e Angela corsero fuori di casa, scesero di corsa i gradini e si fermarono sul vialetto di ghiaia proprio mentre la carrozza svoltava e si arrestava davanti a loro.

A stento riuscivano a celare l'emozione, e squittirono di gioia quando il cocchiere scese dal sedile e si avvicinò ad aprire lo sportello.

Humphrey scese per primo, sorridendo alla moglie. Era andato alla stazione delle carrozze a prendere William e, sebbene fosse stato via solo poche ore, Lydia provò comunque un brivido di piacere nel rivederlo.

«Sei pronta per questo?» chiese, raddrizzandosi e spostandosi per permettere a William di scendere dalla carrozza. «Non mi ero reso conto che un ragazzo potesse crescere tanto in fretta!»

«Basta così», disse William, con tono canzonatorio. «L'ultima volta che sono stato qui risale appena a pochi mesi fa.»

Lydia sussultò quando lui posò piede sulla ghiaia. Forse erano trascorsi soltanto pochi mesi, ma in quel tempo William era davvero passato dall'essere un bambino a essere un uomo. Le basette gli erano diventate folte e rigogliose, e aveva persino provato a farsi crescere la barba, benché per il momento fosse ancora rada a chiazze.

Era vestito da gentiluomo e portava un bastone da passeggio, con un mantello drappeggiato sulle spalle; stava dritto e fiero, proprio come aveva fatto loro padre. E dai suoi occhi trasparivano un orgoglio e una sicurezza che Lydia sapeva essere il segno del nuovo ruolo che occupava nella vita: quello di un uomo diretto all'università, anziché di un allievo in collegio.

«Santo cielo, William! La fine del trimestre ti ha fatto un mondo di bene», esclamò Lydia, gettando le braccia al collo del fratellino che tanto piccolo non era più.

«Assomigli proprio a papà», disse Angela, battendo le palpebre per lo stupore.

«Sciocchezze», replicò William. «Sono dieci volte più bello di quanto papà sia mai stato.»

«E altrettanto spiritoso», disse Lydia seccamente. «Forza, entriamo. Mrs. Beaumont ha preparato un ricco rinfresco per darti il bentornato.»

I quattro entrarono in casa, parlando allegramente di tutto ciò che era accaduto dall'ultima volta che si erano visti e di tutto quello che speravano per il futuro.

«Tuo marito non si unirà a noi, Angela?» domandò William, lanciando un'occhiata di sbieco alla sorella.

«È via per affari», rispose lei. «Ma tornerà domani. So che non vede l'ora di rivederti.»

«Bene», disse Humphrey con fermezza. «William e io ne stavamo giusto parlando in carrozza, e non vediamo l'ora di fare un altro torneo di giochi con lui!»

La risata di Angela riempì l'ingresso. «Sarà altrettanto entusiasta, segnatevi le mie parole. Ha detto che vorreste una rivincita per dimostrare il vostro valore, ma che non riuscireste mai a batterlo, per quanto possiate giocare.»

«Parole da sfida», lo stuzzicò William.

Mentre William e Angela si avviavano verso il salotto, Lydia si fermò nell'atrio, sorridendo mentre li guardava andare. Quando le loro voci si affievolirono, alzò gli occhi verso il ritratto dei genitori, ancora al posto d'onore nell'ingresso.

Lo guardava spesso, lasciando che la tristezza le pizzicasse il cuore. Anche dopo tutti quegli anni, le mancavano terribilmente, ma sperava che fossero in un luogo sicuro, in un luogo felice nell'aldilà. Sperava che vegliassero su di loro, sapendo che la loro figlia maggiore aveva infine trovato il suo lieto fine, nonostante la cicatrice.

«Sarebbero terribilmente fieri di te, Lydia. Di tutto ciò che hai conquistato per te stessa e per la tua famiglia. La nostra famiglia.»

Lydia si voltò a guardare Humphrey da sopra la spalla e sorrise mentre lui le si avvicinava alle spalle. Le cinse la vita con le braccia e posò il mento sulla sua spalla, alzando lo sguardo al dipinto insieme a lei.

«Lo pensi davvero?» domandò lei.

«Lo so», disse lui. «Con assoluta certezza.»

Lydia sorrise di nuovo e, dopo un'ultima occhiata al ritratto, si girò fra le braccia di Humphrey fino a trovarsi di fronte a lui, poi unì le labbra alle sue. Persino adesso, dopo tanto tempo, il suo tocco le mandava brividi lungo tutto il corpo.

«State forse... oh, per l'amor del cielo!»

Al suono della voce di William si separarono, ridendo per essere stati sorpresi in un momento tanto intimo. Lydia si voltò verso il fratello giusto in tempo per vederlo alzare gli occhi al cielo.

«Volete venire a passare un po' di tempo con il vostro caro fratello prima che debba andarsene di nuovo, oppure preferite restare lì a fare qualunque disgustosa cosa stiate facendo?»

Lydia rise di nuovo mentre il braccio di Humphrey scivolava via dalla sua vita e lui seguiva William nel salotto.

«Arriviamo, William. Arriviamo.»

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